Bio

IL CAIRO è Luca Zaliani, milanese classe 1997. Ad ottobre del 2019 pubblica il suo primo singolo intitolato “Clio 2006” sotto la produzione di Giuliano Dottori (chitarrista degli Amor Fou e cantautore solista).
Dal 2020 al 2021 pubblica tre singoli intitolati “San Siro”, “Posto di Blocco” e “90 Circolare Destra” prodotti sempre da Giuliano Dottori e distribuiti da Peer Music Italy. Nel 2021 annuncia l’entrata nel roster di DNA Concerti e di Flamingo Management. I brani usciti dal 2020 confluiscono nel primo EP intitolato “Scirocco”, contenente inoltre il singolo “Baby (Tutto ciò che vuoi)” e il brano “Padre d’Oltremare”. Nell’estate del 2021 è tra gli otto finalisti del Premio Bindi e viene invitato a suonare i propri brani in occasione del festival, svoltosi a Santa Margherita Ligure (GE). A luglio annuncia lo “Scirocco Tour”, con il quale porta dal vivo in Italia il disco appena uscito, accompagnato dalla sua band. A settembre viene invitato ad esibirsi al MiAmi Festival di Milano, in occasione del “Mi manchi, ancora”, svoltosi al Circolo Magnolia di Segrate (MI).
Il 2023 è l’anno di nuove uscite: entrato a far parte dell’etichetta milanese MITE, IL CAIRO pubblica “Maxi Gusto”. Il disco, prodotto sempre da Giuliano Dottori, è distribuito da ADA Music Italy. Nell’estate del 2023 è in tour in Italia con DNA Concerti per promuovere il suo ultimo lavoro. A un anno di distanza esce “Mega Maxi Gusto”, il repack dell’ultimo disco con all’interno i remix e rework di alcuni stimati produttori e musicisti della scena musicale milanese. Nei primi mesi del 2026 escono “Tsingtao” e “Silhouette”, i due singoli che anticipano l’uscita del nuovo album intitolato “Poltergeist”, prodotto da Enrico Bondi e scritto insieme a Lorenzo Lia. Il disco uscirà il 20 marzo in collaborazione con RC Waves, del quale roster IL CAIRO fa parte dalla fine del 2025.

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Date tour

28.03.2026

Roma (solo show)

18.04.2026

Milano, Biko (full band)

IL CAIRO

Poltergeist è il nuovo disco di IL CAIRO.
8 tracce contaminate da synth pop, indie rock, dream pop e post punk.
Chitarre distorte, drum machine e synth modulari contribuiscono all’atmosfera notturna del disco: la nebbia fitta della periferia viene tagliata dalle luci delle sirene e dalle insegne luminose di un kebab o di un ristorante cinese, un cavaliere errante in sella ad una moto anni ’80 sfreccia sopra il cavalcavia, il vapore esce dalla doccia bollente mentre fuori ha iniziato a piovere, la notte è violenta. Fare i conti con i propri fantasmi e il proprio passato, scoprire che lo spirito rumoroso che muove gli oggetti non è altro che l’imprevisto che cambia le regole del gioco e che sfugge ad ogni tentativo di comprenderlo. Nei testi emerge l’amore e l’odio per la città e le sue regole ingiuste, i futuri possibili, il ricordo nostalgico e commosso delle donne della propria famiglia, l’amore per una ragazza, l’incertezza su ciò che verrà e la consapevolezza che nulla di ciò che è passato sarà più come prima.

Albums

Poltergeist

La notte è lunga e fredda in periferia. La notte è piena di luci, di nebbia, di pioggia. La circonvallazione alle 2 di notte, il tabaccaio è chiuso e c’è solo una macchinetta automatica, qualcuno mi chiederà la tessera sanitaria. Cammino sotto il cavalcavia in viale Monte Ceneri per non bagnarmi, i semafori lampeggiano e si vede la luce blu delle sirene all’orizzonte, si sente il loro canto.

Prima diluviava, ora c’è solo la nebbia che si appoggia sull’asfalto e si posa sulla pelle della mia giacca, nelle cuffie suonano chitarre distorte. Tra l’insegna luminosa degli alimentari del Bangladesh e la polizia fuori dal kebabbaro, si muovono personaggi misteriosi, si aggirano senza meta le creature della notte. Raggiungo la mia moto accanto al ristorante cinese: accendo il quadro, un colpo alla pedivella e parto. Sento solo il freddo sulla faccia e il vento mi fa scendere una lacrima che mi riga il volto.

Ti amo e ti odio Milano, tu e le tue regole ingiuste, i tuoi quartieri-acronimo senz’anima. Faccio benzina solo in periferia, dove scorre ancora la vita sotto la pelle della gente, dove vivono le piazze.

Sono un pirata della notte, un cavaliere errante in sella alla sua moto e in cerca del suo futuro. Si muovono gli spettri del passato nella mia testa e a volte non riesco a controllarli.

Ma c’è uno spirito giocoso che fa accadere alcune cose senza che me lo aspetti e che cambia tutti i piani. È il fantasma che fa rumore, lo spirito inquieto, l’imprevisto che fa saltare le regole del gioco. Ho bisogno di te Poltergeist, per scombinarmi i piani, per farmi imboccare una via sconosciuta che non mi aspettavo.

Ma cosa sarebbe successo se avessi svoltato ad un altro incrocio? Se avessi preso un percorso più breve? Che strana la nostalgia di un futuro possibile che scorre parallelo e che non ho abitato mai.

Ora sono su una strada secondaria e non mi voglio più girare indietro: stringo curve, combatto salite e mi abbandono a discese. Nulla si ripete uguale e niente sarà più come prima. Ogni momento passato è già andato via e non può tornare indietro, ogni metro di asfalto è già stato superato: il presente non esiste e il passato è ingabbiato in un ricordo.

Il futuro prossimo, ciò che sta per accadere un secondo dopo il presente, è l’unica cosa che conta.